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Perchè il qi gong?

Settembre 4, 2019 by Marta Corsi, Ricerca Commenti disabilitati su Perchè il qi gong?

Perché dedicarsi al qi gong - movimento consapevole, per stare bene

La psiche è anche nel corpo!

La mia personale storia con il qi gong, inizia qualche anno fa – almeno 15 ormai – quando ero una giovanissima studentessa di Psicologia, piuttosto disorientata e trasportata dalla corrente della vita.
La mia educazione e cultura di donna occidentale, comune in molte sue parti, aveva sempre più o meno velatamente supportato l’idea che i concetti di mente e corpo, citati un po’ovunque nel panorama psicologico, fossero destinati ad esprimersi attraverso una continua e incessante partita a ping pong. La classifica finale era sempre però abbastanza scontata.

Ad un certo punto del discorso, interveniva una sorta di condivisa conclusione per la quale il corpo, atleta evidentemente lento in quanto dotato di peso, carne, ossa e sangue a scadenza, aveva la peggio sulla mente, velocissima e libera campionessa senza età.

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Questa visione si mescolava benissimo con il fatto che, in una facoltà chiamata PSICOlogia, forse nemmeno una volta ricordo di aver avuto occasione di approfondire il concetto fondamentale di PSICHE. Era tradotto velocemente dal greco, all’inizio di ogni corso che ne portava fieramente il nome, come anima o mente.

Lo so, è paradossale, ma andavo galleggiando così.

Mi sono accorta di questa ricetta difettosa, davvero molto tempo dopo – ma per fortuna l’ho fatto!! A quel tempo era piuttosto scontato in ognuno di noi, che ci trovavamo in un premiato luogo scientifico, immaginare di essere preparati nella maniera più completa e certosina. Eppure, alle nostre spalle, c’erano centinaia e migliaia di anni di studio e ricerca in cui la maggior parte delle definizioni sulla psiche, erano di origine filosofica, letteraria, esoterica… di fatto, erano forse per i nostri tempi, origini poco scientifiche e quindi non più materia della giovane 1900esca Psicologia? Possibile?

Per diversi anni il mio prescelto oggetto di studio, archiviato tra i miei scaffali mnemonici come “la mente”, continuava a brillare in prima linea con la sua consistenza incompleta, certamente affascinante e carismatica, ma incompleta… e insoddisfacente, poco romantica, troppo fredda. Uffa!
Poi, (FINALMENTE!) un giorno incontrai lungo il mio cammino un gruppo di incredibili ricercatori e maestri, affacciati su un misterioso balcone universale, che con grazia e pazienza hanno iniziato ad accompagnarmi attraverso piccoli e grandi indizi millenari sulla misteriosa mente/psiche.

Concetti, pensieri, riflessioni che hanno orientato e messo in comunicazione contenitori e contenuti della realtà in cui siamo calati: radici storiche, mitologiche, scientifiche, mediche e anche non catalogabili in nessuna materia specifica.

Tutta la produzione umana era benvenuta e attentamente filtrata. Lo studio universitario è stato, allora, compagno innamorato di racconto, narrazione, pratica, ricordi e risvegli, alla ricerca di quella parte di noi stessi che purtroppo non ascoltiamo più così facilmente e frequentemente. Eccola lì la psiche! Occorre avere la fortuna di incontrare qualcuno che la veda prima di noi, in noi stessi e rassicurarci, senza illuderci, di poter puntare sempre nella direzione desiderata.

Il qi gong, l’addestramento energetico, emotivo, respiratorio quotidiano di origine cinese, nonno del più conosciuto tàijíquán, si è rivelato perciò essere uno dei primi strumenti di questo, spero interminabile, viaggio personale.

Un percorso che può partire anche dal soggetto corpo, proprio il meno citato e incluso nel panorama psicologico, a volte dato in pasto alla ricerca esclusivamente sotto forma di “cervello”. Secondo questo millenario darshana (punto di vista), la psiche si estende certamente anche nel corpo, che si manifesta come la forma più concreta dell’essere. Spesso esso mostra caratteristiche, nodi, blocchi che possono divenire strumenti di osservazione e conoscenza di noi stessi: segni e segnali del nostro personale modo di essere e di vivere.

Prendendoci cura di lui, muovendolo, facendolo respirare correttamente, ascoltandolo, capendolo e conoscendolo, questo prezioso mezzo della nostra esperienza può contribuire a guidarci attraverso una vita armonica e spontanea, in tutte le sue forme.

Mente e corpo possono finalmente schierarsi nella stessa squadra e combattere ogni giorno per tentare di districarsi nelle reti di aguzzi preconcetti e giudizi superficiali auto ed etero creati proprio a svantaggio di noi stessi.

A presto,
Marta