Cosa vuol dire rilassarsi?

Percorso etimologico

Quando parliamo di rilassamento, la nostra mente linguistica ci proietta, forse comunemente, in una situazione opposta a quella di “tensione”, andando, i due concetti, tautologicamente ad autoescludersi. Se sono teso, dunque, non posso essere rilassato e viceversa. E’ facile ricordare momenti in cui il “non essere tesi” ci ha condotto a situazioni assopite, a volte ovattate, magari anche all’interno di ambienti appositamente confezionati per indurre esperienze simili. Banalmente, per addormentarmi è necessario che io sia tutt’altro che agitato.

Il percorso di contrapposizione tra i termini si completa in un’esperienza, da un lato, di distanza e astrazione mentre sono rilassato, contrapposta, dall’altro, ad una presenza concentrata e assolutamente “sul pezzo”.

Siamo sicuri che quella del rilassamento sia una strada così determinata a creare una spaccatura?

Andiamo per ordine…

Rilassamento

dal latino RELAXARE, composto di LAXARE = sciogliere, allentare + RE = particella intensiva.

LAXUS = largo, spazioso, ma anche allentato, sciolto.

Nel processo di traduzione delle lingue romanze LAXUS > LACSUS > LASCO = allentato, lento e anche molle in senso sia concreto che figurato.

(Vocabolario Etimologico e Dizionario Treccani)

Eccoci di fronte ad un ennesimo processo simbolico che nel tempo e durante la storia, si è sedimentato nel nostro parlare e pensare in forme moderne, in questo caso, più nette e giudicanti di come forse erano poste in origine.

Ritenere di essere rilassati in quanto molli, allentati, lenti, e quindi non troppo prestanti e attenti, entra in una contraddizione spaventosa rispetto alle richieste quotidiane a cui ognuno di noi deve rispondere nel più breve tempo possibile. Entra in contraddizione anche di fronte ad un’educazione alla concentrazione come unica forma di problem solving. Siamo di fronte ad un interruttore on/off?!?

Procedendo, troviamo anche un altro interessante conflitto sul dizionario (ibidem), il quale sostiene che esistano due forme di rilassamento: una più fisica (muscoli, membra, nervi), l’altra più psichica (nello studio, nella vita).

Questo potrebbe, dunque, indurre superficialmente a farci leggere i due sistemi come potenzialmente paralleli: posso davvero avere una vita che definisco “rilassata” pur avendo un crampo continuo al polpaccio sinistro? E’ una domanda per tutti noi… e al posto di “crampo al polpaccio” potete provare ad inserire qualsiasi situazione tesa o che provochi tensione.

Spunti, intuito e memoria

Senza voler entrare nel particolare in qualche forma specifica, somatica, fisiologica o cognitiva che potrebbe, partendo da un lato o dall’altro, stimolare il nostro rilassamento, prima di tutto forse è importante, parlando di cura di sé, prendersi del tempo per comprendere cosa significhi per me, e me solamente, “essere rilassato”, al di là di qualsiasi induzione etero imposta. Posso fare qualche tentativo, ascoltando quello che c’è, il nostro punto di partenza, il nostro personale sintomo teso e poi dolcemente imparare a non trattarlo come estraneo, andandomene da un’altra parte a riposarmi e cercare un po’ di pace laggiù dove è di casa. Forse il rilassamento, così come la concentrazione, non sono qualcosa da pescare altrove.

A poco a poco il mio polpaccio o il mio mal di testa mi potranno dare qualche indizio e anche io potrò capire meglio quello che penso di loro, quanto mi infastidiscono o sono ignorati, e se in qualche modo possa essere possibile creare un legame di senso tra i sintomi del mio territorio.

Per arrivare ogni volta a SCIOGLIERLI, ALLENTARLI, LASCIARLI … rafforziamo … RILASSARLI

“Se mi sciolgo cosa succede? Dove finisce la mia concentrazione? Devo stare sveglio!!! Se mi rilasso mi distraggo e mi addormento!”

C’è una grande differenza sia nella presenza, sia nella prestazione, tra essere addormentati, distratti, concentrati, svegli e … rilassati. Nel rilassamento c’è spazio, negli altri casi, io sto facendo sempre qualcosa: dormo, penso ad altro, penso a una cosa in particolare o non dormo.

Se io sono impegnato costantemente a fare qualcosa, quindi, non posso rilassarmi mai.

pescare senza pescare